La Maddalena
…Maria Maddalena, la più giovane delle sorelle di Lazzaro, era alta e ben formata. Fin da giovane era una ragazzona fantasiosa e capricciosa. I suoi genitori morirono quando lei aveva sette anni; tuttavia, fin dall’infanzia, ella li aveva in avversione a causa dei loro intransigenti e ipocriti digiuni.
Ho visto molte cose della sua fanciullezza. Era incredibilmente vanitosa, ghiotta, orgogliosa, suscettibile e capricciosa. Molto incostante, si abbandonava ad ogni suo desiderio. Era spendacciona e generosa per natura. Aveva buon cuore, ma si lasciava attrarre da tutto ciò che era sfarzo e apparenza. Sua madre l’aveva educata assai male e Maria aveva preso da lei una certa emotività falsamente compassionevole. La madre e le zie la viziavano mettendola sempre in mostra per farne ammirare le birichinate e le moine. Spesso la facevano sedere alla finestra riccamente abbigliata come loro. Tale abitudine fu la prima causa della sua perdizione. La vedevo sempre alla finestra o sulle terrazze di casa, seduta su bei tappeti in mezzo a ricchi cuscini, mostrandosi con i suoi ornamenti alla gente che passava. All’età di nove anni iniziarono le sue frivolezze e la sua vita dissipata. Man mano che il suo fascino cresceva, lei attirava sempre più l’attenzione e l’ammirazione di tutti. Prese così a frequentare molte persone. Forte della sua cultura, si compiaceva nello scrivere massime amorose su piccole pergamene che diffondeva e scambiava coi suoi ammiratori. Dappertutto era ammirata ed elogiata.
Non l’ho mai vista provare un vero attaccamento per qualcosa. Tutto il suo mondo era vanità, immoralità, adorazione di sé e immodestia fondate sulla sua bellezza. I fratelli e le sorelle si vergognavano di lei, mentre la Maddalena a sua volta li disprezzava a causa della semplicità della loro vita.